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9월 23일 Oggi su Libero News è apparso questo articolo: <<Primo PianoWind: una raccolta solidale per i familiari delle vittime di KabulIn NewsSi può donare 1 euro via sms fino al 2 ottobreWind lancia una raccolta sms a favore delle famiglie delle vittime: la numerazione breve - esclusiva per i clienti Wind - è la 46 299, a cui è possibile fin da subito inviare un messaggio e donare 1 euro.I fondi raccolti saranno devoluti al Comitato "Un aiuto subito per le famiglie dei militari italiani caduti a Kabul" istituito dal Corriere della Sera.Wind inoltre ha aderito il 21 settembre al minuto di silenzio per commemorare le vittimeLibero News>> Senza voler minimamente mancare di rispetto a coloro che hanno " dato" la vita per la Patria, vorrei ricordare che gli stessi non lo facevano gratis, quindi le loro famiglie, non sono....."in mezzo a una strada"! Anche oggi, come purtroppo tutti i giorni, il TG ha dato notizia dell'ennesimo morto sul lavoro.
Perchè il cosiddetto giornale serio,quale si definisce il Corriere della Sera, non apre ( e non lo ha mai fatto!) una campagna per quelle famiglie? A loro SI , farebbero veramente comodo entrate extra!!
Si potrebbe anche teorizzare un altro pensiero- solo il pensarlo mi viene da vomitare!- :
Saranno i....soliti aiuti che finiscono nelle tasche dei promotori??
Non mi giudicate troppo male per quanto ho scritto ma....vedete io la penso in modo differente.
Quando sento l'Inno di Mameli, mi viene la pelle d'oca, e...quando sfrecciano le Ns. Frecce Tricolori, un nodo alla gola!
Per me i veri EROI , sono coloro che magari vanno nelle aree in guerra, ma solo per portare conforto, aiuto, medicine, una parola di conforto e....soprattutto lo fanno GRATIS.
Questi signori - purtroppo deceduti- sono solo dei mercenari- lo fanno per la paga appetitosa, poi trovano la scusa dell'amor di patria!!
Appartengono ad un Corpo illustre, come La Folgore , Corpo miliare che ha dato lustro all'Italia nelle precedenti guerre ma.......... quei militari , NON ERANO PAGATI! Avevano solo la semplice paga giornaliera del soldato. Ai miei tempi 1969 , come Caporal M. mi davano
£ 1.200/giorno, necessarie a malapena a comprare le sigarette! 6월 19일 <<AVVENIRE, PREMIER CHIARISCA INTERROGATIVI Il premier Silvio Berlusconi dovrebbe fornire "il più presto possibile" un chiarimento sui tanti interrogativi, sulle voci sul suo conto che hanno portato anche ad una inchiesta a Bari. E' quanto chiede il giornale dei vescovi Avvenire in un editoriale. "Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile ad un chiarimento sufficiente a sgombrare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo - sottolinea il giornale della Cei - dagli avversari politivi ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier".>>
Questo è ciò che appare sul quotidiano riconducibile ai vescovi &C.
Non entro nel merito della vicenda, ognuno è libero di pensarla come vuole, come pure di aderire alla destra o alla sinistra.
Quello che non accetto è ciò che questi esseri insulsi si permettono di dire
Pochi giorni fa, la TV ha parlato di un prete pedofilo e poco più di un mese fa, di un Vescovo pedofilo.
QUESTI a mio parere sono fatti veramente gravi ma....loro non ne parlano, anzi.... la TV ha dato la notizia solo 1 giorno e poi....più nulla!
La mia considerazione - e non me ne vogliano gli amici ferventi cattolici-
QUESTI ESSERI FANNO SCHIFO!
4월 23일 Sul quotidiano nazionale on line "Libero". È apparso un articolo col seguente titolo :
<< Caccia , è deregulation>> di Daniele Passanante che ha intervistato il Presidente della Lida, Giovanni Porta e il Presidente nazionale dell’Arcicaccia Osvaldo Veneziani
Come mia abitudine, pur non condividendo, accetto le opinioni altrui, però se le stesse sono frutto di PURA menzogna per tutelare SOLO le proprie idee e soprattutto le proprie tasche, allora sbotto.
Questa è la testa dell’articolo : <<Il Governo Berlusconi vuole liberalizzare la caccia. E ci sta provando da un po' di tempo. Ora tenta di sferrare un nuovo colpo con il disegno di legge presentato dal senatore Franco Orsi (Pdl) che in questi giorni viene discusso in Senato. Un decreto che vorrebbe riformare l'attuale legge sulla caccia, la 157 del 1992, e che sta infiammando gli animi degli ambientalisti di tutta Italia. Roberto Piana, vicepresidente della Lac, la Lega per l'abolizione della caccia, sostiene che se questo disegno diventasse legge, metterebbe "a rischio tutte le specie protette: anche l'orso, il lupo e la lince potrebbero essere cacciati>>
<< Sono anche previste deroghe temporali alla stagione venatoria, è vero? La cosa grave che molti non sanno è che questo disegno di legge del senatore Franco Orsi (Pdl) consentirà l'attività venatoria tutto l'anno, compatibilmente con la possibilità di sopravvivenza delle specie. Ogni regione si metterà a fare quello che vuole. >> VEDERE TABELLA
<< Nella cultura dei cacciatori c'è un'attenzione particolare anche ai trofei di caccia che oggi sono soggetti a una regolamentazione molto severa. Il disegno dice che: "il cacciatore che prepara trofei di capi dallo stesso abbattuti al fine della detenzione o altro uso personale non è soggetto ad alcuna autorizzazione". Gli ambientalisti sostengono che questa sia una liberalizzazione dell'imbalsamazione. Lei cosa ne pensa? Oggi l'imbalsamatore deve avere un'autorizzazione regionale, deve superare un esame. Chi detiene animali imbalsamati deve dimostrarne la legittima provenienza. Devono esserci registri di carico e scarico degli animali imbalsamati. Si aprono le porte al commercio in nero dei trofei.>>
INFATTI, ATTUALMENTE I VARI TROFEI DI CACCIA ( CORNA DI CERVI, ALCI, TESTE DI CINGHIALI ECC.) VENGONO ACQUISTATE SOPRATTUTTO DA NON CACCIATORI. I CACCIATORI FANNO IMBALSAMARE SOLO ALCUNI ANIMALI CHE HANNO CACCIATO.
<< C'è un'apertura anche a zone prima off limits per i cacciatori? L'articolo 22 consente inoltre di cacciare la fauna stanziale sui valichi su cui la caccia ai migratori è vietata. Nelle zone in cui c'è poco controllo diventa facile per i cacciatori diventare bracconieri. Sono norme non accettabili.>> OFFESE GRATUITE ALLA CATEGORIA DEI CACCIATORI
<< Che ci dice sul ritorno del nomadismo venatorio? Oggi i cacciatori possono cacciare solo negli ambiti territoriali in cui hanno accesso. Con questa legge invece per 20 giorni all'anno per i migratori si esclude il limite territoriali. Il cacciatore legato al territorio era uno dei punti forti della legge del 1992: sia lui il responsabile del territorio in cui va a caccia. Con questo disegno di legge ritorna il nomadismo. Dalla Lombardia, per quei venti giorni all'anno si potrà andare a cacciare in Sicilia o in Puglia. Così in quei luoghi in cui è più intensa la migrazione si andranno a concentrare la maggior parte dei cacciatori.>> UCCELLI MIGRATORI, HO IL SOSPETTO CHE L’INTERVISTATO NON CONOSCA IL SIGNIFICATO DEL TERMINE. DEL RESTO, PER LA LICENZA PER PORTO DI FUCILE DA CACCIA, I CACCIATORI VERSANO UNA CONSISTENTE CIFRA ALLO STATO ED ALLE REGIONI. QUINDI, E’ GIUSTO CHE VERSIAMO ALLO STATO MA NON E’ GIUSTO CHE POSSIAMO GIRARE LIBERAMENTE NEL NS. STATO, NEL RISPETTO DELLE REGOLE. SU QUESTO PUNTO, C’E’ DA DIRE CHE I SIGNORI AMBIENTALISTI, SONO CONTRO LE VARIE REGIONI E CONTRO I COMMERCIANTI IN GENERE, INFATTI IL CACCIATORE CHE DALLA PROPRIA REGIONE SI RECA IN UN’ALTRA, NORMALMENTE ALLOGGIA IN ALBERGHI E MANGIA IN RISTORANTI. EVIDENTEMENTE QUESTI (??) SIGNORI AMBIENTALISTI, NON GRADISCONO CHE IL COMMERCIO E L’INDOTTO GUADAGNINO!
<< E che senso ha estendere l'orario di caccia per mezz'ora dopo il tramonto? Non si vede cosa si spara, non si vede nulla, è proprio un nonsenso. Ma non è il solo: la possibilità di caccia dei minori accompagnati non è l'unico e nemmeno il primo danno di questo disegno di legge. Sicuramente andare a caccia a 16 anni è dovuto al fatto che i cacciatori si riducono di numero. Non è molto educativo avvicinare i giovani all'uso delle armi e ad ammazzare gli animali. A 16 anni si può fare qualcosa di più utile e di culturalmente più valido. >>
MI CHIEDO SE QUESTI SIGNORI SAPPIANO COS’E’ IL TRAMONTO. DOPO IL TRAMONTO LA VISIBILITA’ RIMANE MOLTO BUONA PER CIRCA 1 ORA. QUESTO LO DOVREBBERO SAPERE TUTTI E SOPRATTUTTO COLORO CHE GUIDANO UN’AUTOMOBILE. L’INTERVISTATO, USA COME SCUSA DELL’ABBASSAMENTO DELL’ETA’ PER AVERE LA LICENZA DI CACCIA A 16 ANNI, LA RAREFAZIONE DEI CACCIATORI. ANCORA UNA VOLTA MENTE, INFATTI DA CIRCA 3 ANNI IL N. DI CACCIATORI STA’ AUMENTANDO, DI POCO MA AUMENTA. CIO’ E’ DOVUTO ALL’AUMENTO DI GIOVANI SANI CHE PER IL PROPRIO DIVERTIMENTO, PREFERISCONO STARE ALL’ARIA APERTA, INVECE DI CHIUDERSI IN UN BAR E/O MAGARI IN UNA STANZA A DROGARSI.. RAMMENTO CHE PER PRENDERE LA LICENZA DI CACCIA, LA FEDINA PENALE DEVE ESSERE IMMACOLATA, PURTROPPO, NON E’ RICHIESTA LA STESSA COSA AGLI AMBIENTALISTI ED ALLE LORO GUARDIE VENATORIE!!
<< Sul dibattito interviene anche il presidente della Lida (la Lega italiana dei diritti dell'animale) Giovanni Porta che di recente ha denunciato il sindaco di Ragusa per l'abbattimento dei cani-killer e si sta occupando del salvataggio degli animali colpiti dal terremoto dell'Abruzzo. Porta, cosa ne pensa di questo disegno? Intanto è inopportuno. Siamo già in mora con la Comunità europea per tutte le tipologia di caccia che abbiamo in deroga e sono anni che praticamente paghiamo dei dazi che non sarebbe necessario. Non le so dire esattamente la cifra, ma so che è uno sproposito. Poi c'è da dire che non ci sembra opportuno l'allargamento ad altre specie, e l'allargamento del periodo>>
QUESTO PRESIDENTE, PROTESTA TANTO MA E’ IL 1° A NON RISPETTARE LA LEGGE, INFATTI UNA LEGGE DEL NS. STATO DICE CHE ANIMALI, DENOMINATI KILLER, PERCHE’ HANNO UCCISO DELLE PERSONE, DEVONO ESSERE ABBATTUTI. INOLTRE, LA MORA DI CUI PARLA QUESTO TIPO, L’ITALIA LA DEVE PAGARE PURTROPPO TUTTI GLI ANNI, DAL 1992 MA…NON PER I MOTIVI DA LUI ADDOTTI MA PERCHE’, GRAZIE AI VERDI ( SEMPRE AL GOVERNO FINO ALL’ANNO SCORSO) NON HA RECEPITO LA LEGISLAZIONE VENATORIA EUROPEA!!
<<rispetto all'ampliamento ai 16enni della caccia? Non solo c'è un pericolo per le specie ma anche per gli umani in questo caso. Anche se sono seguiti dai genitori, sicuramente un minore con un fucile in mano è un pericolo.>>
SENTENZA DEFINITIVA DI QUESTO(??) SIGNORE . GLI ABITANTI DELL’EUROPA ( TUTTI) NON CAPISCONO ALCUNCHE’ . SOLO LUI E’ IN GRADO DI GIUDICARE E DIRE LE COSE….GIUSTE
<< Anche i cacciatori sarebbero contrari al disegno di legge Orsi, vero? E sì perché diventa una caccia selvaggia e oltretutto la legge comunitaria non lo prevede. Non solo ma vengono coinvolti anche i migratori>>
DALLE MIE PARTI SI DICE “ HA LA FACCIA COME IL CULO” OVVERO, MENTE, SAPENDO DI MENTIRE.
<< Quali sono le specie a rischio? Ce ne sono parecchie. Il discorso è che intanto questo signore qua (il senatore Orsi - ndr) cerca di far passare la caccia come uno sport. E non è uno sport assolutamente. Secondo, apre la caccia a tutte le specie anche ad animali che finora sono stati in deroga e che gli stessi cacciatori dicono che non li caccerebbero, proprio perché anche loro (qualcuno di loro) ha un po' di buon senso. E poi questo discorso di apertura all'età che proprio non sta in piedi. Come, ci lamentiamo che ci sono troppi incidenti sulla caccia e allarghiamo? In più esiste un emendamento che prevede la modifica delle leggi comunitarie in tema di caccia con una precisa normativa sui migratori. Questi vogliono sparare anche ai migratori. Cioè, è una liberalizzazione totale a tutte le specie che non ha senso,>>
DICHIARAZIONI TOTALMENTE MENDACI ED OFFENSIVE. COMUNQUE DA QUESTO SIGNORE, DOVREMMO ASPETTARCI LA PROPOSTA DI ABOLIZIONE DELLE PATENTI DI GUIDA, PERCHE’ CI SONO TROPPI INCIDENTI SULLE STRADE, QUINDI, CONTINUARE A DARE PATENTI, SIGNIFICA INCREMENTARLI!
Ultima intervista al Presidente dell’ Arcicaccia:
<< Anche i cacciatori sono contrari a una legge così estrema. Il presidente nazionale dell'Arcicaccia Osvaldo Veneziano chiarisce alcuni punti controversi e si schiera contro il disegno di legge Orsi. Sinceramente è quasi incomprensibile un disegno del genere: è riuscito a provocare una rissa nel Paese che è solo paragonabile al periodo antireferendario. Torniamo al referendum del 1990 quando riuscimmo ad avere tanta opinione pubblica contraria. Nel Ddl ci sono una serie di provocazioni, anche dal punto di vista venatorio, inutili. Se propongo al cacciatore di andare a cacciare sulla neve i fagiani, non solo è contrario lui ma anche il suo cane. C'è poi un sistema di organizzazione della caccia che è assai più burocratico dell'attuale: si parla di 8 licenze di caccia.>>. – L’arcicaccia è una ass. venatoria legata ai Verdi. Sulla neve…la caccia al fagiano chiude prima e poi è vietato cacciare in terreni coperti in tutto o nella maggior parte
L’ARCICACCIA E’ UNA ASSOCIAZIONE VENATORIA DI ESTREMA SINISTRA, CHE ANNOVERA FRA I SUOI ISCRITTI POCHISSIMI CACCIATORI E MOLTISSIMI AMBIENTALISTI. IL COMMENTO DEL PRESIDENTE SUL REFERENDUM DEL 1990 LA DICE LUNGA. TALE …PRESIDENTE, FA UN’AFFERMAZIONE ASSURDA, OVVERO, PROPORRE DI CACCIARE I FAGIANI SULLA NEVE. SE PROVASSE A RAGIONARE, SAPREBBE CHE QUANDO IL TERRENO E’ COPERTO IN TUTTO O NELLA MAGGIOR PARTE DI NEVE, LA CACCIA E’ VIETATA. INOLTRE, SAPREBBE ANCHE CHE QUANDO NEVICA LA CACCIA ALLA SELVAGGINA STANZIALE E’ CHIUSA DA PARECCHIO TEMPO. CERTO, COSA E’ COSTRETTO A DIRE PER ACCONTENTARE…I SUOI AMICI AMBIENTALISTI E VERDI !!
Fino ad ora ho cercato di esporre il mio punto di vista alle varie affermazioni.
Ora controlliamo e controllate la sottostante tabella. Per una persona estranea al Ns. mondo di cacciatori, può essere molto istruttiva e….capire molte cose.
16 ANNI
SPECIE DI CACCIA E PERIODO CACCIABILE IN EUROPA
Dedicato a tutti coloro che sulla stampa e in televisione si strappano i capelli. Abbiamo fatto una sommaria (Fonte Face) indagine sulla situazione collegata alla LEGISLAZIONE VIGENTE NEI PAESI DELLA U.E. in merito ALL'ETA' VENATORIA ( in pratica, ci sono già più di 2.500.000 di nostri concittadini europei CHE VANNO A CACCIA ALMENO DALL'ETA' DI SEDICI ANNI)alle specie cacciabili e ai periodi di caccia. Nel frattempo, abbiamo sollecitato tutti gli organismi nazionali a darci un completo e definitivo responso sulla situazione, che ci ripromettiamo di rendere noto al più presto.- (Fonte di una Ass. Venatoria, aderente all'UNAVI)
Intanto, ci preme che si sappia, e invitiamo per questo a diffondere i dati non fra noi ma all'esterno del mondo della caccia, ad amici, conoscenti, amministratori locali, politici di riferimento, ambientalisti ragionevoli ( ce ne sono molti, in tutti gli schieramenti), che, ad esempio:
In Finlandia (307.193 cacciatori, quasi la metà di quelli italiani),non esiste limite di età per la licenza di caccia ( che si consegue per esame) e la caccia è aperta tutto l'anno ( con delimitazioni specie per specie).Il COLOMBACCIO ( migratore) , ad esempio,è cacciabile dal 10 agosto al 30 aprile, fagiano,lepre e tetranoidi fino al 28 febbraio. E' cacciabile anche il Lupo.
In Belgio la stagione di caccia apre il 10 di luglio.
In Norvegia (190.000 cacciatori), l'età venatoria è dai 16 anni,con la possibilità di dare l'esame di caccia a partire dai 14 anni. Per molte delle specie oggetto di caccia, la stagione si prolunga fino al 28-29 di febbraio ( es..lepre,coniglio, lepre bianca) e addirittura al 15 e al 31 di marzo ( MIGRATORI).Per alcune specie si apre il 15 Luglio. Il cinghiale si caccia tutto l'anno.
In Estonia alcune specie si cacciano tutto l'anno.
In Lettonia ad alcune specie la caccia è aperta tutto l'anno,ad alcune fino al 31 marzo,ad altre fino al 30 Aprile ( migratori)
In Inghilterra (UK), ( 627.000 cacciatori) chiunque può usare un fucile da caccia alla presenza e sotto la responsabilità di un titolare di licenza. Alle anatre selvatiche si va a caccia fino al 20 febbraio.
In Islanda ( 300.000 cacciatori), si va a caccia a 16 anni
In Polonia, la stagione di caccia per alcune specie si protrae fino al 28 Febbraio.
In Francia(1.300.000 cacciatori)l'età venatoria parte dai15 anni ( accompagnati) ed èLIBERA dai 16. Per alcune specie di migratori, la caccia si protrae fino al 20 Febbraio.
In Spagna la caccia si protrae fino al 20 di Febbraio
Dopo molto e forse troppo tempo, torno nel mio blog. Ho trovato saluti e commenti, ringrazio tutti e mi scuso per le mancate risposte.
Molti argomenti della vita italiana hanno colpito la mia attenzione ed avrei voluto condividere con altri il mio pensiero ma....il lavoro ( gratuito) che faccio, ha assorbito il mio tempo. Ieri però.....
IL PEZZO CHE SEGUE, E’ TRATTO DA “ IL GIORNALE” DEL 22 APRILE 2009.
<<Roma - «Elevata laboriosità», «grande attaccamento al lavoro», «ottima preparazione tecnico-giuridica», «particolari» doti organizzative, «equilibrio e assoluta indipendenza di giudizio». Sembra paradossale, ma sono giudizi ufficiali sul giudice per le indagini preliminari di Bari che il 15 aprile ha provocato la scarcerazione di 21 mafiosi perché in 15 mesi non ha depositato la motivazione della sentenza di primo grado. Forte di tanti elogi Rosa Anna Depalo a gennaio è stata promossa dal Csm presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, sbaragliando ben 32 candidati. La sua «sicura prevalenza» sugli altri aspiranti era già stata certificata in Quinta commissione, dove aveva ottenuto 3 voti, contro i 2 di un altro magistrato e quello isolato di un terzo. Quando la pratica è approdata al plenum di Palazzo dei Marescialli la mole dei pareri positivi accumulati negli anni ha decretato il suo trionfo con 13 voti, mentre gli altri contendenti ne contavano 9 il primo e 3 il secondo. Solo un dettaglio: l’ultimo giudizio del Consiglio giudiziario di Bari sulla Depalo risaliva al 2006 e già le aveva fruttato la nomina in Cassazione con funzioni direttive. Non era stato aggiornato dal Csm, anche per l’urgenza di ricoprire un posto vacante da un anno al vertice Tribunale minorile. Nessuno aveva segnalato a Roma che la candidata Depalo già da un anno si teneva nel cassetto le 62 pagine (compresi i nomi dei 160 imputati) del dispositivo del maxiprocesso «Eclissi», contro il potente clan barese degli Strisciuglio, conclusosi con il rito abbreviato il 16 gennaio 2008. E che non si affrettava, anche se tra breve sarebbero scaduti i termini per la scarcerazione di pericolosi mafiosi e trafficanti di droga. Così, dal verbale dell’assemblea del Csm, emerge il ritratto di una prima della classe: «I pareri in atto confermano il giudizio di elevata capacità professionale del magistrato che, specie nei processi di maggiore complessità come quelli in materia di criminalità organizzata, ha assicurato una rapida celebrazione dei giudizi e un elevato livello qualitativo del lavoro, testimoniato dai provvedimenti emessi che hanno spesso rappresentato “autorevoli precedenti giurisprudenziali, tali da essere oggetto di pubblicazione in importanti riviste giuridiche”. Elevata è la sua laboriosità, peraltro documentata anche dai prospetti statistici (in particolare, negli anni 2002-2003, ha definito 4mila procedimenti)». Si sottolinea anche che, dai provvedimenti prodotti nei 10 anni di precedente esperienza al Tribunale per i minorenni, emerge non solo «un elevato livello quantitativo, ma un rilevante livello qualitativo del lavoro svolto, l’uno e l’altro riconosciuti anche dal presidente del Tribunale nel dare atto della “elevatissima professionalità” della Depalo». Ma allora: magistrato-modello o toga-lumaca? Ora che lo scandalo è scoppiato, con il rischio che un’altra trentina di criminali tornino in libertà nei prossimi mesi, sul Csm grava un pesante imbarazzo. Com’è stata possibile una simile cantonata? Che cosa non ha funzionato nel sistema di valutazione delle toghe? Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha subito inviato gli ispettori per accertare le responsabilità del Gup e aprire eventualmente un provvedimento disciplinare. La Prima Commissione dell’organo di autogoverno della magistratura ha avviato un’istruttoria sul mancato deposito della sentenza della Depalo e il 28 terrà le prime audizioni dei presidenti della Corte d’appello e del tribunale di Bari e del capo dell’ufficio gip-gup. Quest’ultimo, Giovanni Leonardi, continua a difendere la Depalo e polemizza con la procura che «dovrebbe evitare di istruire i maxiprocessi». Perché, spiega, «non è possibile per un solo giudice, del quale sono note le straordinarie capacità tecniche, giudicare 160 persone accusate di 53 capi d’imputazione nei tempi previsti dal codice». Forse, era meglio pensarci prima.>> Ogni commento a questo articolo, penso sia superfluo ed ognuno è in grado di farsi una propria idea.
Rispetto le idee altrui, però dirò lo stesso la mia:
Forse sarò drastico nei miei Giudizi ma........come posso continuare a fidarmi della Giustizia, quando la stessa è rappresentata da ...certi elementi? Combattere MAFIA, CAMORRA, 'NDRANGHETA ecc.?
NO, a mio parere, bisognerebbe COMBATTERE solo i cosiddetti Giudici Italiani, bravissimi a condannare chi vogliono, quando e come vogliono ma PRONTISSIMI a non riconoscere mai le proprie responsabilità.
3월 19일
<<Roma, 17 mar. (Adnkronos) - ''L'abbattimento dei cani randagi nel territorio del Comune di Scicli, deciso questa mattina dal Prefetto di Ragusa Fanara, e' stato sospeso''. Ne da' notizia l'Enpa, che ''conferma l'intenzione di denunciare chiunque, a qualunque titolo, si e' reso questa mattina responsabile della morte di cani e ringrazia il sottosegretario Francesca Martini per l'efficace e decisivo intervento sul Prefetto''.>>
In Italia si rasenta l'assurdo, specie nel rispetto delle Leggi. Il Sindaco del Comune di Scicli, siè rivolto alla Protezione Civile, agli organi preposti agli animali ma...non avendo ricevuto alcuna risposta ( infatti in Italia, sono tutti bravi a parlare!) per fare il proprio dovere di Sindaco, cioè salvaguardare i propri cittadini, si è rivolto al Prefetto della sua Provincia, che, considerando la gravità degli eventi verificatesi, ed in base alla Legge ,ha ordinato l'abbattimento SOLO di quei cani colpevoli di aver azzannato e ucciso .
Come si è permesso quel Prefetto di anteporre la vita umana a quella di quei cani assassini? ( badate bene, SOLO quelli che hanno ucciso!).
L'ordinanza va fermata, sospesa, abolita! Il sottosegretario Francesca Martini, invece di blaterare tanto e far spendere soldi pubblici per ricoveri assurdi ( tanto, una volta assaggiata la carne umana, torneranno a....mangiarla, anche se saranno affidati a famiglie!) quegli animali, perchè non se li fa portare a casa sua e Lei stessa ( invece di demandare ad altri ) li cura , li ciba e li coccola? Inoltre, perchè cita la Legge solo a metà? Ovvero cita SOLO quella parte della Legge che le fa comodo?
Sono un amante dei cani ma non mi sognerei mai di difendere degli assassini - e alcuni cani , purtroppo lo sono.
Personalmente , circa 20 anni fa ,ho avuto una disavventura di tale genere in Calabria. Ero ospite di alcuni amici calabresi, per una battuta di caccia ai tordi ( uccello di passo), quindi avevo il fucile da caccia. Improvvisamente sono stato circondato da un branco di cani randagi, sbucati....dal nulla.
La paura mi ha bloccato, ho sparato in aria ma quelli......forse pregustavano un pranzetto diverso. Improvvisamente un cacciatore calabrese ( che non conoscevo) sparò al capobranco, il quale ululando come un lupo, se ne andò in mezzo ai suoi ...compari.
<< Devi sparare subito, altrimenti quelli ti ammazzano!Ricordatelo!!>> Ringraziai il mio salvatore.
Ora, quel povero bambino, come faceva a far allontanare il branco famelico? Successa l'orribile tragedia ( anzi 2, considerando anche l'aggressione alla turista tedesca), gli organi preposti, catturano i cani randagi del branco e li ricoverano in strutture adeguate. Bene. Ma.....e quelli che non riescono a pendere, quelli che continuano ad attaccare le persone - un'anziana donna, si è salvata rifugiandosi in casa ed i cani......pensate un po', hanno divorato una bambola in giardino.
Quello della foto, non è un LUPO ma un cane inselvatichito!
Ancora dai giornali:
<<Non si ferma la cacccia ai cani ma nemmeno le polemiche. LAV, Animalisti Italiani ed Enpa affermano che non è nè giusto nè risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane, nella gestione del fenomeno randagismo.
Inoltre, in un comunicato stampa, l'Ufficio Legale della Lav, insieme ad Enpa, ha formalmente diffidato Prefettura, Procura della Repubblica e Asl di Modica (Ragusa) dal sopprimere i randagi, ritenendo gravissima una eventuale decisione in tal senso. >>
Certamente le ...colpe non sono del gruppo di cani " assassini" ma di coloro che li hanno abbandonati, siano essi famiglie..stanche del cucciolo regalato al bimbo o cani da combattimento lasciati liberi dalla Mafia! Si accertino pure le responsabilità nella gestione del fenomeno randagismo MA...NON DIFENDIAMO SOLO GLI ASSASSINI A SCAPITO DI PERSONE INNOCENTI!!
Capito come funziona le Lege in Italia? Un Prefetto emette una delibera , a salvaguardia delle persone e.... riceve la diffida dall' Associazione di Animalisti Italiani, dalla LAV e dall'ENPA! Siamo all'assurdo!
Ma cerchiamo di capire chi sono e come agiscono queste innocue ( per gli animalisti) bestioline!
<<Cani vaganti: il fenomeno in Italia
La domesticazione del cane è molto antica: si calcola che sia avvenuta a tutte le latitudini, circa sei o settemila anni fa, quando divenne guardiano ed ausiliario dell'uomo nella caccia. Per «domesticazione» s'intende il passaggio di una specie, o parte di essa, dallo stato di natura a quello regolato dalla volontà umana, cosa che per il cane si verificò sfruttando le attitudini che hanno radici nei due comportamenti più tipici della specie: quello predatorio e quello territoriale. Anche in Italia la presenza del cane ha accompagnato costantemente l'uomo nel corso della sua storia, ma negli ultimi decenni la popolazione canina, sia padronale sia vagante, sembra aver subito una vera e propria esplosione demografica. Le cause di questi «eccessi» sono probabilmente da ricercare nelle mutate condizioni economiche della società, che hanno permesso di aumentare il numero dei cani di proprietà, di migliorare la loro alimentazione e di poter ricorrere a cure veterinarie, in caso di necessità. Tutto questo ha inevitabilmente prolungato la vita media di questi fedeli compagni, che si sono potuti moltiplicare anche perché, parallelamente, proprio in questi ultimi decenni, è stata sospesa la profilassi della rabbia. Poiché il cane costituiva il serbatoio del virus, pericoloso anche per l'uomo, la lotta contro questa malattia si realizzava non solo attraverso la vaccinazione degli animali, ma anche tramite un diffuso programma di controllo diretto della popolazione canina, che è continuato fino al 1973, quando la rabbia è stata definitivamente eradicata dal territorio nazionale. Tra il 1968 ed il 1974, in Italia si eliminavano circa 100.000 cani ogni anno. Queste sono dunque le basi che hanno portato alla presenza di cani vaganti sul territorio, un fenomeno recente, che solo negli ultimi decenni ha assunto le caratteristiche di un rilevante problema ecologico e sanitario, quello del randagismo. Il primo elemento fondamentale per un corretto inquadramento del fenomeno è la definizione delle diverse tipologie di cani, che Fico (1995) distingue in tre classi: 1) Cani con proprietario, sempre sotto controllo; 2) Cani con proprietario, liberi di vagare sempre o sporadicamente; 3) Cani senza proprietario. Quest'ultima categoria, però, può essere distinta in due ulteriori tipologie, caratterizzate da parametri eco-etologici notevolmente differenziati: a) Cani randagi propriamente detti, privi di proprietario, ma che vagano nei pressi degli insediamenti umani e che sono in qualche forma dipendenti dall'uomo, per alimentazione o per compagnia; b) Cani inselvatichiti, che hanno riguadagnato un'indipendenza pressoché assoluta dall'uomo, da cui rifuggono come animali selvatici. Si spostano di notte, vivono in branchi e sono in grado di uccidere animali domestici e selvatici, mostrando caratteristiche eco-etologiche in parte simili a quelle del lupo. Tuttavia il randagismo canino è un fenomeno complesso, con caratteristiche molto varie a seconda dei diversi contesti ecologici e sociali che incontra. Le diverse tipologie di cani vaganti sono infatti estremamente dinamiche, con un flusso costante di soggetti che da padronali non controllati diventano randagi, randagi che diventano inselvatichiti e cani di diverse tipologie che si accoppiano fra loro. Sono state prodotte diverse stime numeriche della popolazione canina italiana e del randagismo, anche se le caratteristiche del fenomeno ne rendono molto complessa l'analisi quantitativa. Può essere interessante riportare qualche dato dell'Enci (Ente nazionale cinofilia italiana), da cui emerge che i cani registrati fino al 2000, su tutto il territorio nazionale, sono 473.697. La componente dei cani padronali non controllati riveste particolare interesse nello studio del randagismo, poiché questi animali sono il principale serbatoio di reclutamento di cani randagi e inselvatichiti che, a loro volta, esercitano un notevole impatto sia sul lupo sia sulla fauna selvatica. Per questi motivi il controllo dei cani padronali vaganti è considerato il più efficace metodo di intervento per la riduzione del randagismo, sebbene forse sia l'aspetto meno noto di tale processo.
Problematiche poste dal randagismo
Le problematiche connesse al randagismo sono diverse e complesse. Nel nostro paese è stato messo l'accento sui problemi etici legati all'abbandono, sulla possibilità di attacchi all'uomo, sui rischi sanitari e sui danni economici. Le interferenze nel funzionamento delle zoocenosi, invece, sono state sostanzialmente sottovalutate. Gli attacchi di cani alle persone rappresentano una delle più comuni cause di ferite. Le morsicature possono provocare traumi, trasmissione di zoonosi e contaminazione della ferita con patogeni vari. I cani randagi rappresentano un serbatoio di zoonosi (patologie trasmesse dagli animali all'uomo), spesso difficili da accertare. In Italia la più importante zoonosi legata al cane è l'echinococcosi/idatidosi, prevalentemente associata alla pastorizia e diffusa soprattutto in Sardegna. Altre zoonosi, la cui diffusione appare in aumento, è la leishmaniosi, parassitosi per la quale il cane rappresenta il serbatoio naturale e che è particolarmente diffusa nell'Italia centro-meridionale. I cani sono poi responsabili del mantenimento di Ascaridi e Ancylstomatidi, vermi responsabili della sindrome da «Larva migrans» nell'uomo. Tale zoonosi, che provoca fastidiose lesioni cutanee, in alcune aree può perfino determinare effetti negativi sul turismo.
Anche la contaminazione ambientale di germi molto diffusi fra i cani randagi non è da sottovalutare: le salmonelle possono esserne un esempio. Infine, i cani vaganti possono rendersi indirettamente responsabili dell'aumento della popolazioni di specie sinantropiche, a loro volta serbatoi o vettori di svariate malattie. L'esempio più evidente è rappresentato dal rovesciamento dei contenitori di immondizie e dalla rottura dei sacchetti dei rifiuti, azioni che aumentano la disponibilità di risorse trofiche per colombi, cornacchie, ratti, topi, mosche, etc. L'impatto del randagismo sulla zootecnia si esercita principalmente per predazione diretta e per trasmissione di agenti patogeni al bestiame. La predazione rappresenta in alcuni contesti locali un forte costo per l'economia rurale, che è però difficilmente stimabile nelle aree di presenza del lupo. Tale difficoltà di discriminazione ha portato molte amministrazioni regionali a dotarsi di leggi che prevedono l'indennizzo dei danni senza distinguere tra i due predatori, con costi annuali molto elevati. Infine, i cani vaganti possono rappresentare una notevole causa di incendi stradali.
Gestione del randagismo: la normativa
La gestione del randagismo ha come obiettivo il controllo delle popolazioni di cani vaganti sul territorio. A questo fine, si dovrebbe cercare di rimuovere le popolazioni di cani inselvatichiti, di controllare il bacino di reclutamento di tali cani e di limitare le popolazioni di cani randagi. Potrebbero poi essere utili anche azioni di educazione della popolazione umana, che informino sulle conseguenze dell'abbandono dei cani padronali. Dal punto di vista governativo, invece, in Italia la gestione del randagismo canino è regolata dalla legge 14 agosto 1991, n. 281 che prevede, come tecnica di controllo delle popolazioni, la limitazione delle nascite. Inoltre prescrive che i cani vaganti non possano essere abbattuti, ma solo catturati e successivamente mantenuti in strutture pubbliche o private, ove possono essere soppressi solo se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. Parte integrante del quadro normativo è l'istituzione delle anagrafi canine presso i comuni o le Aziende Unità Sanitarie Locali, nelle cui liste è obbligatoria l'iscrizione dei cani padronali e di quelli vaganti detenuti nelle diverse strutture. Limite applicativo della legge 281/91 è l'assenza di un finanziamento specifico. Tale ostacolo è stato solo parzialmente superato da un'altra legge, approvata in sede deliberante dalla Commissione Ambiente del Senato il 16 novembre 1998, che definì un finanziamento di 2.600.000.000 di vecchie lire all'anno, per tre anni, per l'applicazione della legge 281/91. L'impianto definito dalla legge 281/91 è stato sostanzialmente confermato dal provvedimento 18 marzo 1999 della Conferenza Unificata, che rappresenta un accordo di programma tra governo, regioni, province, comuni e comunità montane relativo ai «Criteri informativi per il coordinamento delle attività delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunità montane in materia di animali di affezione e di prevenzione del randagismo» e definisce i criteri informativi per il coordinamento delle attività dei diversi enti competenti. Obiettivo di tale normativa era quello di ridurre la presenza dei cani non controllati, di disincentivare l'abbandono dei cani padronali e di evitate l'utilizzazione di tecniche cruente per il controllo del randagismo. Tra le misure previste dall'accordo Stato - Enti locali 18 marzo 1999, si indica che l'anagrafe canina rappresenta il primo indispensabile presupposto per la prevenzione del randagismo, e si definisce che è responsabilità delle regioni e delle province autonome adottare misure di contenimento della popolazione di cani attraverso la promozione della sterilizzazione chirurgica delle femmine su larga scala. Lo stesso accordo indicava come linea guida applicativa della legge 281/91 il graduale passaggio dal tatuaggio al metodo elettronico di marcatura dei cani (microchip), a partire dal 1° Gennaio 2005, con l'istituzione di una banca-dati informatica da realizzare a livello locale, regionale e quindi nazionale. Infine, il 1° Agosto 2005, con l'entrata in vigore della legge 20 luglio 2004 n. 189 sono divenute parte integrante del codice penale le nuove disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali. In questo intervento rimane come semplice contravvenzione il solo abbandono di animali, la cui pena risulta aumentata a 10.000 euro, in alternativa all'arresto fino ad un anno.>>
Quindi, ricapitolando il Codice Penale, prevede multe per chi maltratta gli animali ( più che giusto!!) ma.... se sono gli animali a maltrattare e/o uccidere gli esseri umani, secondo le Ass.ni Animaliste ed il Sottosegretario in gonnella, bisogna incentivarli con buon cibo e coccole?
Signori miei, abbiamo sbagliato tutto! Siamo nati come esseri umani ( con i Ns. pregi ed i Ns. difetti), ci conveniva nascere cani!
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